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Eccezionale successo per il progetto ScuolaSalvaVita promosso da Pavia nel Cuore

Non ha avuto dubbi quando suo papà, nel salotto di casa, si è accasciato a terra.

A. ha messo in atto le semplici manovre che gli erano state insegnate a scuola alcuni mesi prima nell’ambito del progetto ScuolaSalvaVita, salvando la vita a suo padre S., colto da un arresto cardiaco, il tutto sotto gli occhi della madre, che ha aiutato A. a continuare la rianimazione fino all’arrivo dei soccorsi.

È una storia vera, successa a Pavia negli ultimi giorni di dicembre, e resa nota solo ora, che S. è di nuovo a casa, pronto a tornare alla vita di tutti i giorni, dopo alcune settimane di degenza in ospedale, passando dalla Rianimazione I, in UTIC e poi alla Cardiologia del San Matteo, prima di ultimare la riabilitazione presso l’Istituto Maugeri.

ScuolaSalvaVita è un progetto ideato da Pavia nel Cuore, associazione attiva da diversi anni a Pavia con l’obiettivo di aumentare la sopravvivenza da arresto cardiaco, e realizzato in collaborazione con l’Ufficio Territoriale per le attività motorie e sportive dell’Ufficio Scolastico Provinciale di Pavia e con Robbio nel Cuore. Sono oltre 100 i docenti delle Scuole Superiori che in questi anni, dopo opportuna formazione da parte degli istruttori volontari di Pavia nel Cuoreinsegnano ai loro alunni le manovre  da effettuare in caso di arresto cardiaco utilizzando un set di manichini e quattro video didattici forniti dall’associazioni e disponibili a tutti sul sito www.scuolasalvavita.it.

“Per noi quello che è successo a fine dicembre è un’emozione indescrivibile – commenta Enrico Baldi, Presidente di Pavia nel Cuore – sapere che grazie al nostro progetto una vita è stata salvata è la più bella soddisfazione per tutti i volontari della nostra associazione e per gli insegnanti che si sono resi disponibili a partecipare a ScuolaSalvaVita”

“Nell’anno scolastico 2017-2018 sono stati 5713 gli alunni formati in tutta la Provincia di Pavia con il progetto ScuolaSalvaVita – continua Manuela Lucenteforte, volontaria di Pavia nel Cuore e referente per il Progetto – e proprio in questi giorni abbiamo iniziato la formazione dei docente di una quindicina di Scuole Medie, che inizieranno il progetto nelle loro Scuole a partire da marzo, grazie a 15 kit donati dalla Fondazione Comunitaria della Provincia di Pavia. L’obiettivo è di arrivare a coinvolgere anche tutte le Scuole Secondarie di Primo Grado nei prossimi anni”.

Il suggerimento di formare gli alunni a partire dai 12 anni alle manovre salvavita arriva direttamente dall’Organizzazione Mondiale della Sanità e dell’European Resuscitation Council. Pavia nel Cuore è stata una delle prime realtà italiane a cercare di stabilire in modo strutturato la formazione dei ragazzi, e per questo ha ricevuto la Medaglia di Rappresentanza del Presidente della Repubblica.

Il progetto ScuolaSalvaVita è stato inoltre recentemente oggetto di uno studio scientifico da parte dell’associazione, che ha dimostrato come sia efficace nel trasmettere ai ragazzi le manovre nel modo giusto, e la storia di A. e S. ne è stata la dimostrazione!

Forse è passato in sordina, ma in questi giorni stiamo portando a casa i risultati di ben due compleanni “regalati” a Pavia nel Cuore.

Stiamo parlando del compleanno di Luca e di Enrico, due volontari dell’associazione che hanno deciso di chiedere ai propri amici un regalo solidale, finalizzato ad aiutare Pavia nel Cuore nel raggiungimento dei suoi obiettivi.

Il compleanno di Luca

L’età non si dice, ma nel pieno della calura di questa estate, Luca ha scelto di sostenere il progetto di defibrillazione pubblica destinando tutto quanto raccolto per il suo compleanno all’acquisto di un DAE da posizionare in Pavia città.
Il costo di un DAE è piuttosto alto, e noi abbiamo scelto un modello con telecontrollo per monitorarne costantemente il funzionamento, così grazie a quanto raccolto da Luca e ad un’altra generosissima donazione il DAE è diventato realtà ed è stato installato al Café Dublino, scelto per il suo ampio orario di apertura e quindi utile anche alle emergenze nei dintorni.

Il compleanno di Enrico

In ottobre Enrico ha invece scelto di sostenere le attività di formazione, chiedendo ad amici e conoscenti donazioni per acquistare dei manichini che permettessero il controllo della qualità del massaggio cardiaco, strumento ormai essenziale per insegnare una rianimazione di alta qualità, a sua volta essenziale per offrire più possibilità di sopravvivenza e migliore qualità di vita dopo un arresto cardiaco.
Con i proventi dal compleanno, Enrico ha acquistato ben 8 kit di upgrade con il sistema di monitoraggio per tutti gli 8 manichini delle sedi operative di Voghera e Vigevano, che ad oggi ne erano sprovviste.

Oggi i manichini sono stati aggiornati grazie al supporto di Martina e sono stati riconsegnati nelle rispettive sedi, pronti per essere utilizzati nei prossimi corsi!

Da oggi Pavia è più cardioprotetta! Oggi abbiamo installato 3 nuovi Defibrillatori Semi-Automatici Esterni (DAE) presso tre esercizi commerciali ad ampio orario di apertura situati nel centro della città: il Cafe Dublino in Corso Cairoli, il Bar New Street in Strada Nuova e il Bar Room 46 in Via dei Mille (BorgoTicino). Abbiamo appositamente scelto questi locali perchè, essendo aperti per molte ore al giorno, permettono di avere un DAE che può essere utilizzato anche in caso di arresto cardiaco nelle vicinanze e per questo ringraziamo gli esercenti che hanno permesso l’installazione. 

Un grazie enorme va a chi li ha donati: la Fondazione Comunitaria della Provincia di Pavia, la famiglia Novarini di San Genesio, grazie al signor Rino che è stato salvato proprio da un Defibrillatore, e da tanti altri donatori che hanno effettuato davvero tante donazioni in occasione del compleanno di Luca, nostro volontario. Questi Defibrillatori sono stati inseriti, come tutti quelli da noi installati, nella mappatura dell’Azienda Regionale Emergenza Urgenza in modo che gli operatori della Sala Operativa del 118 possano sfruttarli nella rete di soccorso all’arresto cardiaco e si inseriscono nel nostro più ampio progetto “Approccio Integrato all’Arresto Cardiaco nella Provincia di Pavia“, che stiamo con passione realizzando da alcuni mesi in collaborazione con tanti partner, tra cui ASCOM Pavia.Aumentare il numero di Defibrillatori Semi-Automatici Esterni a disposizione dei cittadini, questo è uno dei punti fondamentali del nostro progetto, e questi 3 defibrillatori seguono i 5 che abbiamo installato nei mesi scorsi nel centro di Vigevano, ma non è tutto: a breve ne arriveranno altri 4 in altrettanti esercizi commerciali sempre a Pavia grazie al contributo della Fondazione Comunitaria della Provincia di Pavia. E nel 2019 contiamo di portare a compimento il progetto risultato vincitore del Bilancio Partecipativo 2018 del Comune di Pavia che prevede Defibrillatori anche sul Lungo Ticino, nel parco del Castello e alla Vernavola. All’installazione dei Defibrillatori affiancheremo la formazione degli operatori di questi esercizi commerciali. Insegneremo loro, con un corso BLSD gratuito di 5 ore, come mettere in atto le manovre salvavita e come utilizzare il Defibrillatore. L’invito è ovviamente esteso a tutti coloro che vogliono imparare come salvare una vita, i nostri corsi sono sempre aperti a tutti. 

Pavia nel Cuore è stata fondata il 13 marzo del 2013 da un gruppo di amici desiderosi di fare qualcosa per ridurre il numero di morti per arresto cardiaco.

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Emozioni. Sabato 2 dicembre vivremo le emozioni di chi è stato salvato da un arresto cardiaco e di chi è intervenuto, da semplice cittadino, per salvarlo.

Emozioni sul Cuore è una serata che abbiamo fortemente voluto, frutto del lavoro di molti mesi, per festeggiare chi è sopravvissuto ad un arresto cardiaco e chi con coraggio ha iniziato subito le manovre di rianimazione in attesa dei soccorsi.

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Ricordate la nostra presenza all’Autunno Pavese di quest’anno? Eravamo allo stand degli amici dell’Associazione dei Panificatori della Provincia di Pavia!

In tanti di voi hanno chiesto informazioni su come si può salvare una vita con il solo uso delle proprie mani, su cos’è un arresto cardiaco e su come funziona un defibrillatore, avete provato le compressioni toraciche sui nostri manichini e avete anche capito come aiutare un bambino che sta soffocando!

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Ciclicamente sul web, nelle nostre mail o tramite le catene di messaggi WhatsApp viene diffuso un messaggio che invita, in caso di “attacco cardiaco”, a tossire vigorosamente in attesa dei soccorsi, perché in questo modo si riuscirebbe a rimanere coscienti fino al loro arrivo. Bene, si tratta di una bufala nata nel lontano 1999, che può rivelarsi pericolosa: vediamo perché.

Innanzitutto partiamo dal testo di questa bufala, che si può incontrare in diverse varianti:

Prendi 2 minuti e leggi questo, per favore. Mettiamo che siano le 8:15 P.M. e vai a casa (per esempio) dopo una giornata insolitamente dura al lavoro. Sei molto stanco, infastidito e frustrato. All’improvviso cominci a sentire un forte dolore che corre verso il braccio sinistro e fino alla mandibola e la parte superiore del ventre. Sei solo a circa cinque Km dall’ospedale più vicino a casa tua. Disgraziatamente non si sa se riuscirai ad arrivare così lontano. E anche se sei stato allenato al RCP (rianimazione cardio polmonare) il signore che ti ha insegnato il corso non ti ha spiegato come effettuarlo su te stesso. Come sopravvivere a un attacco di cuore quando sei solo? Visto che molte persone sono sole quando hanno un attacco di cuore, senza aiuto, la persona il cui cuore sta palpitando incorrettamente e che comincia a sentirsi debole, ha solo 10 secondi prima di perdere conoscenza. Comunque, la vittima può aiutare se stessa provocandosi la tosse in continuazione e con molta energia. Proprio così: si deve fare un respiro profondo e con i polmoni ben pieni, provocarsi una tosse profonda e prolungata, come quando si vuole sputare tirando dalla parte più profonda del petto. Un respiro e la tosse devono ripetersi ogni due secondi senza tregua fino al momento in cui arriva un aiuto o fino a che sentite che il cuore batte normalmente. I respiri profondi portano ossigeno ai polmoni e la tosse in tali condizioni crea movimenti che stringono il cuore e mantengono attiva la circolazione del sangue. La pressione esercitata dalla compressione della tosse, fa le veci di un massaggio al cuore ed inoltre aiuta a recuperare il suo normale ritmo. In questo modo, le vittime di attacchi cardiaci possono arrivare in tempo ad un ospedale. Dì a più persone che puoi quello che hai letto. Potresti salvargli la vita! Un cardiologo dice che se tutto il mondo riceve questo messaggio e gentilmente lo rimandi a 10 persone, può scommettere che salveremo almeno una vita. Invece di inviare barzellette, rinvia questo messaggio che può salvare la vita di una persona. Da: Dr. N. Silva (cardiologo)

La prima grossa confusione di questa bufala è quella tra “attacco cardiaco” e “arresto cardiaco”. Con “attacco cardiaco”, dall’inglese “heart attack”, si intende l’infarto miocardico acuto, ossia una situazione in cui il cuore soffre perché un’arteria coronaria (una delle arterie che portano il sangue per nutrire il cuore stesso) si è chiusa parzialmente o totalmente, e quindi il cuore riceve meno sangue (e meno ossigeno) del necessario. In questo caso il paziente, solitamente, prova un dolore che può avere le caratteristiche raccontate nella bufala (ma può essere anche diverso, ricordate che qualsiasi dolore dalla mandibola all’ombelico, sia al torace che alla schiena, braccia comprese, può essere di origine cardiaca), ma rimane assolutamente cosciente, per cui, come ben sa chi ha frequentato un nostro corso, non c’è alcuna necessità di iniziare le manovre di Rianimazione Cardio-Polmonare.

Ben diverso è il caso dell’arresto cardiaco, in cui il cuore del paziente ha smesso di battere, per cui il paziente perde coscienza, quasi sempre senza accorgersene. In questo caso bisogna intraprendere le manovre di Rianimazione Cardio-Polmonare da parte di qualcuno che si trova vicino alla vittima di arresto cardiaco. E’ bene ricordare che l’arresto cardiaco può essere causato da un infarto miocardico acuto, ma solo il 30% circa dei casi di infarto miocardico acuto si complica con un arresto cardiaco.

Tossire vigorosamente nel caso di un sospetto infarto miocardico acuto non solo è assolutamente inutile, ma rischia di essere pericoloso. Il motivo? Semplice: il cuore è un muscolo, e come tutti i muscoli quando soffre bisogna cercare di metterlo a riposo. Tossire vigorosamente è uno sforzo che richiede energia, quindi il nostro cuore (che è un po’ come il nostro motore) è chiamato ad un lavoro maggiore, ha bisogno di ancora più sangue (ed ossigeno) rispetto al normale, che però non può avere, perché l’arteria che dovrebbe fornirglielo è chiusa o ristretta. Risultato? Il cuore soffre ancora di più, rischiando di peggiorare la situazione.

Cosa fare quindi in caso di sospetto “attacco cardiaco”? Nel caso si provi un dolore di sospetta origine cardiaca, che dura per più di 5 minuti, bisogna interrompere qualsiasi attività si stesse eseguendo, restare calmi, mettersi in posizione semi-seduta (meglio se per terra come mostrano nell’immagine) e chiamare il Soccorso Sanitario componendo sul telefono 1-1-8 (o 1-1-2 nelle Regioni dove è attivo il Numero Unico dell’Emergenza), aspettando il loro arrivo. Ricordatevi di non andare mai da soli né farvi accompagnare da qualcuno in Pronto Soccorso. Perché? Per due motivi: il primo è che se l’infarto dovesse complicarsi con un arresto cardiaco voi perdereste coscienza, situazione molto pericolosa sia che vi troviate al volante di un’automobile sia seduti sul posto del passeggero (o anche dietro, la situazione non cambia), il secondo è che l’Ospedale nel quale decidete di dirigervi potrebbe non essere quello più idoneo alla vostra patologia in quel momento, mentre il Soccorso Sanitario effettua la diagnosi ovunque vi troviate e vi porta direttamente nell’Ospedale più idoneo a voi in quel momento.

Cosa fare in caso di “arresto cardiaco”? Nel caso siate voi i malcapitati, purtroppo l’unica speranza è che chi è vicino a voi conosca le manovre di Rianimazione Cardio-Polmonare da eseguire in attesa dei soccorsi. Se invece siete voi a vedere una persona che non è cosciente e non respira, l’unica cosa da fare è chiamare l’1-1-8 e mettere in atto le manovre di Rianimazione Cardio-Polmonare (proprio quelle che imparate nei nostri corsi: compressioni profonde e veloci al centro del torace, come vedete nella figura a fianco)! Ora capite perché ci piacerebbe che tutti conoscano le manovre salva-vita, vero?

Ultima domanda: chi si è inventato questa bufala? Purtroppo questo non è dato a sapersi. Negli anni questa storiella è stata attribuita a diversi enti (come il Rochester General Hospital) o professionisti, che hanno anche dovuto fare smentite ufficiali. Probabilmente l’inventore di questa storica fake news si è ispirato ad alcuni case-report, ripresi dalle Linee Guida Americane per la Rianimazione Cardio-Polmonare (In questo caso sono quelle del 2010 nella parte 12.13: Arresto Cardiaco durante le procedure di angioplastica coronarica), che hanno evidenziato come in alcuni pazienti sottoposti a procedure di cardiologia interventistica (e quindi in una Sala di Emodinamica o di Elettrofisiologia, monitorati costantemente con elettrocardiogramma e pressione), nel caso il medico vedesse comparire un’aritmia, poteva dire al paziente di tossire ritmicamente per ritardare la sua perdita di coscienza di alcuni secondi, mentre ci si attrezzava per risolvere l’aritmia (e si è visto che questa tecnica non funzionava neppure in tutti i pazienti, è solo un tentativo). Questa tecnica, chiamata “Cough-CPR”, come vedete può essere provata nel caso di pazienti monitorati, su istruzione del medico che vede comparire l’aritmia e che si sta attrezzando per risolverla, una situazione molto molto molto diversa da quella che viene raccontata nella famosa bufala.

In tutti questi anni diverse Società Scientifiche hanno più volte sottolineato come questa storiella sia una pericolosa, se volete approfondire fatevi un giro sulla pagine dedicate dell’American Heart Association, del UK Resuscitation Council e della British Heart Foundation.

Se ci sono defibrillatori disponibili e persone in grado di intervenire avremo più persone che si salvano dopo un arresto cardiaco.

Ma se spesso citiamo casistiche di paesi più o meno lontani, negli ultimi giorni gli esempi che confermano questa semplice equazione li abbiamo proprio sotto i nostri occhi.

È di oggi la notizia del 59enne che alla Canottieri di Pavia è stato salvato dal personale della struttura che, formato e dotato di defibrillatore, ha permesso al suo cuore di ripartire senza esitazioni, ancora prima dell’arrivo dei soccorsi. Anche qui è stato il rapido intervento di chi si trovava sul posto a fare la differenza, persone che hanno deciso di dotarsi di un defibrillatore e di investire tempo per imparare ad usarlo. A loro va tutto il nostro plauso!

Il secondo invece è un caso che, pur non essendo nella nostra Provincia, ci riguarda molto da vicino. A Lodi Vecchio un cittadino di 58 anni è stato salvato grazie alla tempestività dell’intervento della Polizia Municipale, che è stata attivata perché più vicina dei mezzi del 118 in quel momento. Ci riguarda perché grazie ad un piccolo ma attivissimo gruppo di volontari attivi proprio sul lodigiano, avevamo formato noi l’agente che è intervenuto riuscendo a salvare anche questa vita. 

Due fantastiche storie, Due tangibili esempi che tutti insieme possiamo fare la differenza!

 

Fai la differenza. Metti nelle mani di tutti la capacità di salvare una vita.