Blog

Emozioni. Sabato 2 dicembre vivremo le emozioni di chi è stato salvato da un arresto cardiaco e di chi è intervenuto, da semplice cittadino, per salvarlo.

Emozioni sul Cuore è una serata che abbiamo fortemente voluto, frutto del lavoro di molti mesi, per festeggiare chi è sopravvissuto ad un arresto cardiaco e chi con coraggio ha iniziato subito le manovre di rianimazione in attesa dei soccorsi.

Leggi Tutto

Ricordate la nostra presenza all’Autunno Pavese di quest’anno? Eravamo allo stand degli amici dell’Associazione dei Panificatori della Provincia di Pavia!

In tanti di voi hanno chiesto informazioni su come si può salvare una vita con il solo uso delle proprie mani, su cos’è un arresto cardiaco e su come funziona un defibrillatore, avete provato le compressioni toraciche sui nostri manichini e avete anche capito come aiutare un bambino che sta soffocando!

Leggi Tutto

Ciclicamente sul web, nelle nostre mail o tramite le catene di messaggi WhatsApp viene diffuso un messaggio che invita, in caso di “attacco cardiaco”, a tossire vigorosamente in attesa dei soccorsi, perché in questo modo si riuscirebbe a rimanere coscienti fino al loro arrivo. Bene, si tratta di una bufala nata nel lontano 1999, che può rivelarsi pericolosa: vediamo perché.

Innanzitutto partiamo dal testo di questa bufala, che si può incontrare in diverse varianti:

Prendi 2 minuti e leggi questo, per favore. Mettiamo che siano le 8:15 P.M. e vai a casa (per esempio) dopo una giornata insolitamente dura al lavoro. Sei molto stanco, infastidito e frustrato. All’improvviso cominci a sentire un forte dolore che corre verso il braccio sinistro e fino alla mandibola e la parte superiore del ventre. Sei solo a circa cinque Km dall’ospedale più vicino a casa tua. Disgraziatamente non si sa se riuscirai ad arrivare così lontano. E anche se sei stato allenato al RCP (rianimazione cardio polmonare) il signore che ti ha insegnato il corso non ti ha spiegato come effettuarlo su te stesso. Come sopravvivere a un attacco di cuore quando sei solo? Visto che molte persone sono sole quando hanno un attacco di cuore, senza aiuto, la persona il cui cuore sta palpitando incorrettamente e che comincia a sentirsi debole, ha solo 10 secondi prima di perdere conoscenza. Comunque, la vittima può aiutare se stessa provocandosi la tosse in continuazione e con molta energia. Proprio così: si deve fare un respiro profondo e con i polmoni ben pieni, provocarsi una tosse profonda e prolungata, come quando si vuole sputare tirando dalla parte più profonda del petto. Un respiro e la tosse devono ripetersi ogni due secondi senza tregua fino al momento in cui arriva un aiuto o fino a che sentite che il cuore batte normalmente. I respiri profondi portano ossigeno ai polmoni e la tosse in tali condizioni crea movimenti che stringono il cuore e mantengono attiva la circolazione del sangue. La pressione esercitata dalla compressione della tosse, fa le veci di un massaggio al cuore ed inoltre aiuta a recuperare il suo normale ritmo. In questo modo, le vittime di attacchi cardiaci possono arrivare in tempo ad un ospedale. Dì a più persone che puoi quello che hai letto. Potresti salvargli la vita! Un cardiologo dice che se tutto il mondo riceve questo messaggio e gentilmente lo rimandi a 10 persone, può scommettere che salveremo almeno una vita. Invece di inviare barzellette, rinvia questo messaggio che può salvare la vita di una persona. Da: Dr. N. Silva (cardiologo)

La prima grossa confusione di questa bufala è quella tra “attacco cardiaco” e “arresto cardiaco”. Con “attacco cardiaco”, dall’inglese “heart attack”, si intende l’infarto miocardico acuto, ossia una situazione in cui il cuore soffre perché un’arteria coronaria (una delle arterie che portano il sangue per nutrire il cuore stesso) si è chiusa parzialmente o totalmente, e quindi il cuore riceve meno sangue (e meno ossigeno) del necessario. In questo caso il paziente, solitamente, prova un dolore che può avere le caratteristiche raccontate nella bufala (ma può essere anche diverso, ricordate che qualsiasi dolore dalla mandibola all’ombelico, sia al torace che alla schiena, braccia comprese, può essere di origine cardiaca), ma rimane assolutamente cosciente, per cui, come ben sa chi ha frequentato un nostro corso, non c’è alcuna necessità di iniziare le manovre di Rianimazione Cardio-Polmonare.

Ben diverso è il caso dell’arresto cardiaco, in cui il cuore del paziente ha smesso di battere, per cui il paziente perde coscienza, quasi sempre senza accorgersene. In questo caso bisogna intraprendere le manovre di Rianimazione Cardio-Polmonare da parte di qualcuno che si trova vicino alla vittima di arresto cardiaco. E’ bene ricordare che l’arresto cardiaco può essere causato da un infarto miocardico acuto, ma solo il 30% circa dei casi di infarto miocardico acuto si complica con un arresto cardiaco.

Tossire vigorosamente nel caso di un sospetto infarto miocardico acuto non solo è assolutamente inutile, ma rischia di essere pericoloso. Il motivo? Semplice: il cuore è un muscolo, e come tutti i muscoli quando soffre bisogna cercare di metterlo a riposo. Tossire vigorosamente è uno sforzo che richiede energia, quindi il nostro cuore (che è un po’ come il nostro motore) è chiamato ad un lavoro maggiore, ha bisogno di ancora più sangue (ed ossigeno) rispetto al normale, che però non può avere, perché l’arteria che dovrebbe fornirglielo è chiusa o ristretta. Risultato? Il cuore soffre ancora di più, rischiando di peggiorare la situazione.

Cosa fare quindi in caso di sospetto “attacco cardiaco”? Nel caso si provi un dolore di sospetta origine cardiaca, che dura per più di 5 minuti, bisogna interrompere qualsiasi attività si stesse eseguendo, restare calmi, mettersi in posizione semi-seduta (meglio se per terra come mostrano nell’immagine) e chiamare il Soccorso Sanitario componendo sul telefono 1-1-8 (o 1-1-2 nelle Regioni dove è attivo il Numero Unico dell’Emergenza), aspettando il loro arrivo. Ricordatevi di non andare mai da soli né farvi accompagnare da qualcuno in Pronto Soccorso. Perché? Per due motivi: il primo è che se l’infarto dovesse complicarsi con un arresto cardiaco voi perdereste coscienza, situazione molto pericolosa sia che vi troviate al volante di un’automobile sia seduti sul posto del passeggero (o anche dietro, la situazione non cambia), il secondo è che l’Ospedale nel quale decidete di dirigervi potrebbe non essere quello più idoneo alla vostra patologia in quel momento, mentre il Soccorso Sanitario effettua la diagnosi ovunque vi troviate e vi porta direttamente nell’Ospedale più idoneo a voi in quel momento.

Cosa fare in caso di “arresto cardiaco”? Nel caso siate voi i malcapitati, purtroppo l’unica speranza è che chi è vicino a voi conosca le manovre di Rianimazione Cardio-Polmonare da eseguire in attesa dei soccorsi. Se invece siete voi a vedere una persona che non è cosciente e non respira, l’unica cosa da fare è chiamare l’1-1-8 e mettere in atto le manovre di Rianimazione Cardio-Polmonare (proprio quelle che imparate nei nostri corsi: compressioni profonde e veloci al centro del torace, come vedete nella figura a fianco)! Ora capite perché ci piacerebbe che tutti conoscano le manovre salva-vita, vero?

Ultima domanda: chi si è inventato questa bufala? Purtroppo questo non è dato a sapersi. Negli anni questa storiella è stata attribuita a diversi enti (come il Rochester General Hospital) o professionisti, che hanno anche dovuto fare smentite ufficiali. Probabilmente l’inventore di questa storica fake news si è ispirato ad alcuni case-report, ripresi dalle Linee Guida Americane per la Rianimazione Cardio-Polmonare (In questo caso sono quelle del 2010 nella parte 12.13: Arresto Cardiaco durante le procedure di angioplastica coronarica), che hanno evidenziato come in alcuni pazienti sottoposti a procedure di cardiologia interventistica (e quindi in una Sala di Emodinamica o di Elettrofisiologia, monitorati costantemente con elettrocardiogramma e pressione), nel caso il medico vedesse comparire un’aritmia, poteva dire al paziente di tossire ritmicamente per ritardare la sua perdita di coscienza di alcuni secondi, mentre ci si attrezzava per risolvere l’aritmia (e si è visto che questa tecnica non funzionava neppure in tutti i pazienti, è solo un tentativo). Questa tecnica, chiamata “Cough-CPR”, come vedete può essere provata nel caso di pazienti monitorati, su istruzione del medico che vede comparire l’aritmia e che si sta attrezzando per risolverla, una situazione molto molto molto diversa da quella che viene raccontata nella famosa bufala.

In tutti questi anni diverse Società Scientifiche hanno più volte sottolineato come questa storiella sia una pericolosa, se volete approfondire fatevi un giro sulla pagine dedicate dell’American Heart Association, del UK Resuscitation Council e della British Heart Foundation.

Se ci sono defibrillatori disponibili e persone in grado di intervenire avremo più persone che si salvano dopo un arresto cardiaco.

Ma se spesso citiamo casistiche di paesi più o meno lontani, negli ultimi giorni gli esempi che confermano questa semplice equazione li abbiamo proprio sotto i nostri occhi.

È di oggi la notizia del 59enne che alla Canottieri di Pavia è stato salvato dal personale della struttura che, formato e dotato di defibrillatore, ha permesso al suo cuore di ripartire senza esitazioni, ancora prima dell’arrivo dei soccorsi. Anche qui è stato il rapido intervento di chi si trovava sul posto a fare la differenza, persone che hanno deciso di dotarsi di un defibrillatore e di investire tempo per imparare ad usarlo. A loro va tutto il nostro plauso!

Il secondo invece è un caso che, pur non essendo nella nostra Provincia, ci riguarda molto da vicino. A Lodi Vecchio un cittadino di 58 anni è stato salvato grazie alla tempestività dell’intervento della Polizia Municipale, che è stata attivata perché più vicina dei mezzi del 118 in quel momento. Ci riguarda perché grazie ad un piccolo ma attivissimo gruppo di volontari attivi proprio sul lodigiano, avevamo formato noi l’agente che è intervenuto riuscendo a salvare anche questa vita. 

Due fantastiche storie, Due tangibili esempi che tutti insieme possiamo fare la differenza!

 

Corsi BLSD Gratuiti

Pavia nel Cuore è nata con uno scopo ben preciso: aumentare il numero di sopravvissuti dopo un arresto cardiaco. Per farlo ci siamo impegnati fin da subito in due direzioni principali e secondo noi prioritarie: insegnare (gratuitamente) a chiunque le manovre di rianimazione e posizionare in modo capillare defibrillatori (che spesso trovi indicati come DAE, acronimo per Defibrillatore Automatico Esterno). Le due azioni sono strettamente collegate fra loro: infatti non avrebbe senso posizionare defibrillatori senza avere persone capaci di usarli così come sarebbe assurdo insegnare ad usare il defibrillatore senza preoccuparsi che sia a disposizione in caso di necessità.

L’obiettivo che ci siamo posti è ambizioso, data la vastità e la popolosità della nostra provincia: dobbiamo posizionare defibrillatori in quasi 200 comuni ed insegnare le manovre “salva-vita” ad oltre 547.926 persone (fonte ISTAT: popolazione residente comunale al 31 dicembre 2016).

Obiettivo ambizioso, ma raggiungibile, anche in tempi brevi, se avessimo a disposizione le risorse economiche necessarie. Andando al punto, la “cardioprotezione” del nostro territorio è per lo più una questione di soldi (“Money, so they say, is the root of all evil today” cantava qualcuno): servono soldi per acquistare e posizionare defibrillatori; servono soldi per insegnare le rianimazione cardiopolmonare. Per un’organizzazione di volontariato che fonda la propria attività esclusivamente sulle donazioni spontanee non è sempre facile far quadrare i conti, ma dal 2013, anno in cui siamo nati, ce la stiamo  mettendo tutta per centrare il nostro obiettivo.

Parlando di formazione, dando uno sguardo ai nostri dati, notiamo con piacere e soddisfazione un incremento delle attività. Dal 01 gennaio 2014 al 31 maggio 2017 abbiamo insegnato la rianimazione cardiopolmonare a 3.195 persone, organizzando 250 corsi. Chi ha imparato a salvare una vita? Tra i partecipanti ai nostri corsi ci sono stati medici ed infermieri, badanti ed elettricisti, studenti di medicina e gruppi sportivi, pensionati ed avvocati, liberi professionisti e casalinghe. Volevamo formare chiunque, siamo riusciti a formare chiunque: 825 persone nel 2014, 790 nel 2015, 908 nel 2016, 672 nei soli primi 5 mesi del 2017 (in questo periodo abbiamo insegnato le manovre salva-vita al 21% del totale dei partecipanti ai nostri corsi BLSD – Basic Life Support Defibrillation).

 

Grafico 1 – Allievi corsi BLSD 2014-2017 (dal 01/01/17 al 31/05/17)

 

Nel 2014 e 2015 abbiamo organizzato mediamente 5 corsi BLSD al mese; lo scorso anno 6. Dall’inizio dell’anno a fine maggio abbiamo organizzato mediamente 10 corsi al mese. Tutto questo grazie al meraviglioso lavoro dei nostri volontari che scelgono di donare il proprio tempo a Pavia nel Cuore.

Grafico 2 – Corsi BLSD organizzati 2014-2017 (dal 01/01/17 al 30/06/17)

 

Madre Teresa di Calcutta disse: “Quello che noi facciamo è solo una goccia nell’oceano, ma se non lo facessimo l’oceano avrebbe una goccia in meno”. Le 3.195 persone che hanno imparato a salvare una vita insieme a noi sono davvero una goccia nell’oceano dei 547.926 abitanti in provincia di Pavia (lo 0.59%, volendo essere precisi; percentuale che sale a 0,95, quasi l’1 per cento quindi, se aggiungiamo le oltre duemila persone formate da Robbio nel Cuore, organizzazione nostra gemella che svolge la sua attività prevalentemente in Lomellina). Non dimentichiamo, comunque, che l’oceano è proprio un insieme di gocce, e noi, poi, di gocce, ne abbiamo messe molte altre: tanti ragazzi hanno imparato le manovre salva-vita a scuola grazie ai progetti “#SCUOLESICURE” e “Scuola Salva Vita” (vedi www.scuolasalvavita.it per saperne di più), e tantissimi sono i partecipanti ai corsi in cui insegniamo le manovre di disostruzione delle vie aeree in età pediatrica.

Se vuoi aiutarci ad aggiungere gocce nell’oceano puoi sostenere le nostre attività di formazione con una donazione. Abbiamo calcolato che insegnare le manovre salva-vita ha per noi un costo di 9 euro; se tu decidessi di donarci 9 euro ogni mese (rinunciando ad un paio di caffè alla settimana, per esempio), grazie al tuo aiuto, alla fine dell’anno formeremmo 12 persone (vedi http://www.pavianelcuore.it/donazioni/ per saperne di più).

12 persone all’anno che imparano a salvare una vita sono un goccia nell’oceano, ma l’oceano, ce lo siamo già detti, è proprio un insieme di gocce.

Manual charge defibrillator

Alcune settimane fa ho avuto occasione di partecipare ad un interessante congresso in Maastricht, l’argomento era uno di quelli complicatissimi ed entusiasmanti di cui tornerò a parlarvi più avanti (visto che è molto vicino al tema dell’arresto cardiaco), ma la cosa curiosa è che gli organizzatori hanno avuto la bella idea di organizzare in un piccolo spazio espositivo un ricco museo di storia della medicina più intensiva.

Non ve la faccio troppo lunga, tra macchine per la circolazione extracorporea, macchine di anestesia ed elettrocardiografi, c’erano gli antenati di uno strumento a noi molto caro.

Leggi Tutto

Nel mese di maggio ritorna il bel tempo (si spera!) e ritornano gli eventi all’aperto!

Questo mese saremo al fianco di due bellissime attività rivolte ai più giovani e ai loro genitori per diffondere la cultura del primo soccorso insegnando a tutti come intervenire in caso di arresto cardiaco e di soffocamento nei bambini.

Leggi Tutto

Fai la differenza. Metti nelle mani di tutti la capacità di salvare una vita.